A 100 anni dal Mein Kampf di Adolf Hitler, Stefano Massini drammaturgo, scrittore , noto anche al grande pubblico televisivo, porta in scena un’opera da lui scritta e interpretata, che incrociando la prima stesura del libro-manifesto con i testi dei comizi del Führer e altri materiali, propone per un’indagine "lucida e spietata" sul potere delle parole e sulle loro conseguenze. Uno spettacolo di forte impegno civile, che il 18 febbraio approda sul palcoscenico del Teatro Argentina di Roma, dove resterà in scena sino al 1° marzo. Hitler ha scritto il Mein Kamps nel 1924, mentre era detenuto nel carcere di Landsberg. Nel Mein Kampf esponeva il suo pensiero politico, delineando il programma del Partito nazista. In Germania, la sua diffusione è stata consentita soltanto nel 2016. Con il suo spettacolo, Massini pone tutti di fronte a domande che soprattutto in questo tempo di pericolose involuzioni autoritarie inquietano e ci impongono risposte: "Perché queste parole hanno ipnotizzato le masse? E noi, spettatori del 2026, siamo davvero impermeabili all’ascesa di questo profeta della rabbia?"