Come trovare le parole per raccontare gli ultimi, i “poveri cristi” che non hanno una lingua per raccontarsi che non sia quella della pietà. Se lo è chiesto Ascanio Celestini prima di mettere in scena uno spettacolo, “Poveri Cristi”, appunto, che venerdì 13 gennaio debutterà al Teatro Vascello di Roma (Via Giacinto Carini 78). La risposta è nello spettacolo, che ha avuto come premessa una scrittura che Ascanio Celestini ha voluto risultasse capace di recepire le parole, le voci dei poveri cristi. Un lavoro di anni fatto di incontri, di incroci di sguardi con “i facchini eritrei che movimentano i pacchi nei magazzini della logistica sulla Tiburtina a Roma, il becchino del cimitero di Lampedusa, la donna che mostra la foto del ragazzo affogato nel naufragio del 3 ottobre 2013”. Le voci raccolte, si trasformano sul palcoscenico in un racconto al quale si sovrappone poi la musica jazz di Gianluca Casadei. “Non è vero che la Storia la scrivono i vincitori -dice Celestini-. La Storia la scrive chi la sa raccontare. Perciò è compito nostro, di noi scrittori, di noi autori, scrivere la storia di tutti. Soprattutto di quelli che non la sanno scrivere. Scrivere e raccontare con la lingua degli altri, vorrei dire del popolo, è quello che faccio”.

 Poveri Cristi è anche un romanzo pubblicato nel 2025 con Einaudi.

POVERI CRISTI di e con Ascanio Celestini e con Gianluca Casadei alla fisarmonica

produzione Fabbrica, Teatro Carcano 

dal 13 al 22 febbraio dal martedì al venerdì h 21, sabato h 19 e domenica h 17