Da simbolo dell'emergenza rifiuti a luogo di rigenerazione ambientale. A Malagrotta a lungo la più grande discarica d'Europa, chiusa nel 2013 dalla giunta di allora, guidata dal sindaco Marino, si immagina e si lavora ad un grande progetto di riconversione, che trasformi l'area, pari a 20 campi di calcio, in un parco verde extraurbano con una Comunità energetica rinnovabile integrata. Con l'obiettivo è trasformare l'area della Valle Galeria in un parco sostenibile, valorizzando le infrastrutture già esistenti per l'ottimizzazione energetica del biogas e l'implementazione del fotovoltaico, è stato firmato questa mattina dal presidente della Regione Lazio, Francesco Rocca, e dal commissario unico di governo per la bonifica delle discariche, il generale Giuseppe Vadalà, il protocollo d’intesa che avvia la trasformazione dell’ex discarica in un parco e in una comunità energetica rinnovabile (Cer). L’incontro è stata anche l'occasione per fare il punto sull’avanzamento dei lavori di adeguamento normativo del sito nel quale entro il 2029 si prevede venga completato il capping, ovvero la copertura finale della discarica per isolare i rifiuti, impedendo alle acque piovane di penetrare e generare percolato, evitare l'erosione e favorire la rinaturalizzazione dell'area. "Malagrotta “rappresenta una delle più grandi sfide ambientali del nostro territorio, ma anche una straordinaria opportunità di rigenerazione.", ha dichiarato il presidente Francesco Rocca , che si è impegnato -a "ristorare gli abitanti di questa area con una comunità energetica per quello che hanno dovuto subire da tanto tempo". Per Rocca, inoltre, "la collaborazione tra Regione Lazio, struttura commissariale e Comune di Roma dimostra che, attraverso una visione condivisa, è possibile trasformare un simbolo delle criticità del passato in un modello di sostenibilità, innovazione e sviluppo per le future generazioni”. "Dal 2022 - ha ricordato il commissario Giuseppe Vadalà - abbiamo avviato la messa in sicurezza del sito. Con il protocollo di oggi abbiamo fatto un ulteriore passo in avanti che è quello di guardare al dopo. Nasceranno qui un parco e una comunità energetica molto utile ai cittadini. Inoltre continueremo ad estrarre il biogas mano a mano che il capping si espanderà. Inoltre stiamo anche raddoppiando la cinturazione per assicurare il percolato. Poi nel 2029 finiranno le operazioni di capping e mano a mano potremmo procedere con la trasformazione a verde della zona, senza alberi perchè 50 centimetri qui sotto resteranno i teloni, per poi attivare la comunità energetica”.