Il Museo di scultura antica "Giovanni Barracco" è quello che si può definire una "perla nascosta" tra i musei romani, poco conosciuto dagli stessi cittadini della Capitale. Eppure, al suo interno custodisce importanti opere, a cominciare dalla collezione di sculture antiche donate più di un secolo fa al Comune da Giovanni Barracco. Ora, sino al 7 giugno, in esposizione c'è anche  il Nettuno di Lione, un prestito eccezionale proveniente dal Museo Lugdunum-Musée et Théâtres romains di Lione. Si tratta di un evento espositivo di assoluto rilievo, che porta negli spazi del Museo, una tra le opere più significative provenienti dall’antica colonia romana di Lugdunum, l’attuale Lione. Si tratta di una delle più grandi statue bronzee dell’antica Gallia, realizzata nel III secolo d.C. da un atelier locale.  L’opera, a grandezza quasi naturale, raffigura il dio del mare e delle acque nel momento in cui emerge dai flutti. La statua venne "ripescata" nel Rodano nel 1859, nel tratto in cui il fiume attraversa la città di Lione, quasi a sottolineare il legame del dio col mondo acquatico fluviale. L' arrivo a Roma del Nettuno nasce nell' ambito di un accordo di scambio con Métropole Grand Lyon, che nel locale Museo vede ora esposti alcuni capolavori del Museo Barracco.

Ingresso gratuito per i residenti a Roma